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4月18日

Bambini immigrati scomparsi

Bambini immigrati scomparsi

I piccoli fantasmi della legge Bossi-Fini

Quello degli sbarchi clandestini è un fenomeno che da anni occupa un posto da protagonista nella nostra società. Uomini, donne e bambini arrivano, ammassati nei “barconi” nelle nostre coste, ma anche via terra dai confini del nord-est; in entrambi i casi, ad attenderli ci sono le porte dei centri d’accoglienza o dei CPT(Centri di Permanenza Temporanea, addetti a  identificare i clandestini sprovvisti di un permesso di soggiorno). I CPT sono centri istituiti dalla legge Turco-Napolitano, successivamente modificata dalla legge Bossi-Fini, che prevede l’espulsione coatta dal territorio nazionale, per tutti coloro che non rispondono ai requisiti richiesti dalla stessa. La principale destinazione dopo l'espulsione è la Libia, paese dove non vengono tutelati i diritti umani, con la quale l'Italia ha stretto degli accordi. Questi ultimi tuttavia vanno in contrasto con la convenzione di Ginevra sui rifugiati, la quale prevede che gli stessi devono essere portati in paesi senza rischio di persecuzione. I CPT, nei quali le condizioni di vita sono disumane, sono come delle vere e proprie carceri per migranti colpevoli soltanto di sognare una vita nuova, lontana da miseria, guerre e soprusi. Non vi sono controlli medici accurati, le condizioni igieniche sono del tutto scandalose; sono frequenti ribellioni interne, scontri, ma anche scioperi della fame. In questo contesto la definizione di CPT non si allontana molto dall’idea di “lager”. A volte anche minorenni vengono portati in questi centri per qualche giorno (prima di essere trasferiti nei centri di prima accoglienza),  nonostante la legislazione italiana, attraverso il Testo unico sull’immigrazione e le norme in materia di asilo, stabilisce che i minori non accompagnati non possano essere espulsi e non possano essere detenuti, né nelle strutture di detenzione per migranti irregolari in attesa di espulsione, né in quelle per i richiedenti asilo.

E’ la prefettura a portare i minorenni migranti nei Centri di Prima Accoglienza (CPA) che  li ospitano  fino all'udienza di convalida; tuttavia, non caratterizzandosi come strutture di tipo carcerario, i controlli sono molto più flessibili, se non addirittura inesistenti. Nei  CPA i minorenni extracomunitari  possono trovare un pasto caldo e una sistemazione temporanea. Essi provengono soprattutto dai paesi del Nord-Africa e spesso arrivano in Italia non accompagnati da nessun genitore o tutore; una volta lasciati i CPA,  di questi bambini si perdono le tracce e inevitabilmente trovano un proseguo misero e difficile.

Entra in gioco l’ombra delle organizzazioni criminali che, approfittando della loro debolezza, li indirizza verso le strade dell’illegalità; prostituzione, spaccio di droga, lavoro nero ma anche commercio di organi. Questa è la sconcertante parentesi di cronaca che accomuna questi giovanissimi immigrati. Quello della prostituzione e del lavoro nero è infatti uno dei business che più arricchisce la malavita organizzata; gente senza scrupoli che approfitta della condizione estrema in cui vertono questi bambini per arricchirsi alle loro spalle.

A parlare dei suddetti problemi, che investono i minorenni extracomunitari all’arrivo  nel nostro paese è Don Beniamino Sacco, colui che si occupa della gestione del centro di accoglienza “Santo Spirito” in provincia di Ragusa, dal quale il 15 gennaio scorso sono scomparsi 200 bambini tra gli 8 e i 14 anni. In una nostra intervista afferma: “Il problema è grosso e in forte ascesa, dobbiamo stare attenti e dobbiamo stare vicino a questi giovani particolarmente vulnerabili e senza un punto di riferimento, perché è molto facile perdere le loro tracce e non saperne più nulla – Spiega il sacerdote – il sospetto che ci siano vere e proprie organizzazioni malavitose che fanno da ombra a questi bambini stranieri è più che fondato. Anche in passato ci è capitato di perdere le tracce di alcuni giovani del centro, che magari con la scusa di andare a vedere la città non fanno più ritorno, si allontanano quindi arbitrariamente, proprio come è capitato con questi 200 giovani migranti scomparsi,  soprattutto Egiziani e Magrebini. Facciamo appello anche allo Stato per aiutarci in questa battaglia giornaliera – conclude don Sacco - il problema esiste anche in altri centri”.

Queste scomparse “anomale” necessitano di massima attenzione e tempestività di intervento; non è assolutamente possibile che l’infanzia di questi bambini venga annullata e calpestata.

È evidente che la legislazione attuale in materia si è dimostrata inadeguata. Occorre un intervento rapido e mirato delle istituzioni competenti per evitare che l’unica strada di questi bambini, che vogliono costruire la propria vita in Italia, sia quella dell’illegalità.

 

 

                                                                                                                                            

                                                                                                                                                                            Francesco Biuso