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8月24日 Impossibile rendere l'ideaSenza giochi di parole, diciamocela tutta, arrivati al 23 agosto possiamo dire che per noi universitari, ma anche per quasi tutti gli abitanti di questa terra l’estate sta proprio finendo…(per me è gia finita). Un specie di nodo allo stomaco mi colpisce mentre digito queste due righe, beh anche un pizzico di malinconia. In effetti si può essere solo malinconici e nostalgici dei giorni passati meravigliosamente con compagnie graditissime da me, potrei star qui ad elencare i nomi ma i piu significativi sono stati sicuramente: Salvo…che si conferma sempre ottimo compagno da viaggio, la scoperta di Carlo il mio bassMAN, ovviamente i tornei infiniti a casa di Gaspare e la presenza sempre graditissima di un immortale ma ammogliato Roberto. Un’estate movimentata all’insegna della buona musica, sono stati parecchi, infatti, i concerti ai quali ho assistito tra la fine di luglio e la seconda meta di agosto, grazie anche a diversi festival associati con altrettanti campeggi. Non solo concerti quindi ma anche qualche campeggio e qualche escursione fuori la mia cara ma dormiente città!!! Oggi ho avuto il mio primo incontro con Bernanos, scrittore francese del 900… da queste parole potete intuire che ho cominciato….ho cominciato a fare sul serio….ho cominciato con l’università. Naturalmente in questi casi si pensa sempre che il primo approccio, subito dopo l’estate, sia sempre il più difficile, quasi “traumatico” e invece no! Un incontro, quello con Bernanos del tutto gradito e utile, una persona lui, che cerca di far riscoprire la fanciullezza perduta e quindi “l’esprit d’enfance” presente in ognuno di noi, quella parte, appunto, di noi che si trova alle nostre spalle ma che per poterci arrivare bisogna andare avanti e tanto! La voglia di comprendere il comprensibile dal lato meno semplice e dalla parte più utile, ovvero quello sforzo che fa riscoprire al proprio essere una sensazione di libertà armoniosa con il proprio Io. Chiudendo la parentesi Bernanos, dico proprio che questa estate è stata sicuramente la più intensa, quella che più di tutte mi ha regalato e lasciato qualcosa che sicuramente con fatica dimenticherò, e se un giorno questo accadrà sarà del tutto involontario, figlia solo di un sovrapporsi e un aggrovigliarsi di pensieri.
ERA bello SentiRti caNtare giu Per le scalE….Cantavamo a Londra 7月2日 Stop ai bambini soldato. SUD 5° numero, APRILE.STOP ai bambini soldatoIn data 20
Novembre del 1989, a New York è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite La Convenzione sui diritti dell'infanzia, e resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n. 176, ratificata da 191 Stati (con la sola eccezione di Somalia e Stati Uniti), essa rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell'infanzia. Lo scopo principale è quello di monitorare i bambini degli stati aderenti alla convenzione e quindi proteggerli da abusi, trascuratezza e violenze di ogni tipo, che ormai sono diventati il pane quotidiano di moltissimi bambini di tutti i paesi del mondo. La convenzione si occupa anche di arginare il più possibile un fenomeno troppo in espansione per lo squallore che rappresenta, ovvero l’arruolamento dei bambini negli eserciti per fronteggiare le guerre e gli scontri, praticamente una barbara evoluzione delle “guerre moderni”. Questi piccoli sfortunati vengono praticamente strappati alle famiglie dei villaggi più poveri o reclutati dalle strade e portati nelle varie zone di addestramento. Centinaia di migliaia hanno combattuto nell'ultimo decennio, alcuni negli eserciti governativi, altri nelle armate di opposizione. La maggioranza di questi hanno da 15 a 18 anni ma ci sono reclute anche di 10 anni. I piccoli soldati molte volte sono drogati per essere resi più forti e più coraggiosi, vengono anche scarificati sul petto e sulla fronte con coltelli o vetri rotti per marcarli e quindi per essere resi riconoscibili dai gruppi armati che li controllano, in seguito vengono addestrati nelle varie zone di guerra. Quindi vengono trattati proprio come se fossero adulti dimenticando che ad un bambino non si possono mettere armi al collo e farlo combattere, perché è un comportamento che va contro ad ogni morale e contro ovviamente alla legge. Armi pesantissime, violenza, abusi ed un contesto degradato diventano quindi il quotidiano mondo di questi bambini ai quali è stata negata una infanzia e una vita normale. AI piccoli soldati che riescono a sopravvivere agli scontri violenti delle guerre rimane una tragica eredità, le orrende visioni di torture, uccisioni e mutilazioni, i pesantissimi rumori degli spari, le grida dei nemici (a volte anche coetanei) rimangono nella testa e nel cuore di tutti loro, non è facile per nessuno ripristinare tutto e ricominciare a vivere, ma diventa ancora più difficile se a dimenticare deve essere un bambino, colpevole soltanto di essere nato in una zona del mondo cosi disgraziata. Praticamente segnati a vita dallo strazio della loro infanzia negata e quindi diventano difficilmente integrabili nella società, non vi sarà nessuna istruzione scolastica, anche perché i governi e le varie istituzioni dei paesi nei quali è presente il fenomeno non riescono o non vogliono fronteggiare la situazione con interventi mirati lasciando nel più totale abbandono codesti bambini, sono loro i grandi assenti perché questo fenomeno è un chiaro segno di povertà e di degrado del territorio, dove la vita diventa una continua scommessa e la sopravvivenza si trasforma in sofferenza e dolore . Tuttavia esistono alcuni centri (purtroppo pochi), in questi paesi, gestiti da organizzazioni di volontari, che cercano in tutti i modi di evitare l’abbandono totale dei bambini ed aiutarli nel loro cammino di reintegrazione, ma purtroppo queste associazioni non coprono tutto il territorio colpito dal tragico fenomeno. Un grande aiuto per la reintegrazione dei bambini è dato dall’UNICEF, la più grande agenzia globale che tutela i diritti dell’infanzia. Questa agenzia da molti anni è presente in questi territori per allontanare i bambini dai gruppi armati e dagli eserciti, per assicurare loro un accesso ai servizi sanitari e sociali di base e per proporre progetti specifici rivolti alle bambine e alle ragazze che hanno subito violenza sessuale e alle giovani madri. Molti Stati ancora oggi colpevolmente considerano i bambini privi di diritto e sono considerati responsabilità dei propri genitori, ma quando questi piccoli sfortunati non hanno genitori sono costretti a vivere nella miseria e nella povertà, molte volte essi scappano dai propri villaggi per sfuggire agli abusi sessuali e ad ogni tipo di violenza. Vivono per strada la loro vita e sono visti dagli Stati come dei vermi da eliminare, infatti vengono pestati e uccisi da gruppi autonominati.
Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Afghanistan, Uganda, siria, Filippine, Sierra Leone, Costa D’avorio, Iraq, Sri Lanka Liberia, Vietnam, Colombia …. Queste sono le principali zone nelle quali, con i recenti scontri, sono stati arruolati migliaia di bambini in eserciti o gruppi ribelli. Non dimentichiamo che ad essere arruolati non vi sono soltanto bambini di sesso maschile ma anche bambine, esse vengono arruolate per i combattimenti negli scontri armati ma anche per poi essere molestate sessualmente, un vero e proprio squallore che non finisce mai. Secondo l’UNICEF, che vede il reclutamento dei bambini soldato come immorale e illegale, oggi nel mondo i bambini soldato sono circa 300.000. L’UNICEF parla anche di vittime in tempi di pace, è possibile infatti morire in certi paesi soltanto passeggiando a causa delle mine antiuomo. Esistono ancora oggi circa 800.000 tonnellate di ordigni inesplosi e milioni di mine antiuomo sparse per i territori martoriati dalle guerre prima e dalle mine dopo, principalmente questi paesi sono: l'Iraq, la Cambogia, l'Afghanistan, la Colombia e l'Angola; ma anche Vietnam (dove sono presenti ancora oggi 3.5 milioni di mine) e Sri Lanka. Secondo la Campagna nazionale per la messa al bando delle mine (ICBL) i morti ogni anno a causa di queste mine antiuomo sono circa 20.000 e la maggior parte sono civili, tra i quali è enorme il numero di bambini. Infatti questi ordigni bellici, a volte molto piccoli e anche colorati attirano l’attenzione dei più piccoli venendo scambiati per giocattoli o oggetti comunque del tutto innocui. Ovviamente i bambini essendo più deboli degli adulti, una volta colpiti da questi ordigni, perdono la vita ancor prima di arrivare negli ospedali, e in molti casi queti decessi e questi ferimenti avvengono lontani dai propri villaggi e quindi lontani dalle famiglie. Questa è la terribile realtà ereditata dalle guerre precedenti, un continuo massacro che giornalmente uccide o ferisce persone innocenti. Un’ altra associazione che si occupa di operare in questi territori con aiuti umanitari, è l’indipendente e neutrale associazione italiana Emergency. Questa associazione si adopera soprattutto con assistenza medico-chirurgica, aiuta quindi i feriti di guerra, donne incinta, e anche feriti a causa delle mine antiuomo. Emergency per aiutare queste persone forma un personale locale altamente qualificato e con la costruzione di ospedali riesce ad aiutare molti feriti. Infatti sono tantissime le persone ferite da mine che si recano in questi ambulatori per farsi curare e per cercare di ricominciare a vivere, anche perché molti di questi feriti ha sempre bisogno di protesi per far fronte ad amputazioni di parti del corpo. A questo punto il grande passo fatto nel 1989 con la convenzione sui diritti dell’infanzia ed in seguito con decreti opzionali non può rimanere soltanto un evento e basta. Adesso tocca agli stati interni, spesso troppo assenti, ad attuare interventi mirati e repentini perché il problema non va certo a diminuire. Ci vogliono istituzioni che siano più vicine alle problematiche di codesti bambini, perchè il problema è grande, fin troppo. Non si possono più chiudere gli occhi e andare avanti sempre, bisogna pensare ed agire per far ritrovare un sereno proseguo a questi piccoli sfortunati. In queste situazioni i bambini dicono addio ai propri diritti e quindi non posso più far fronte ai bisogni primari dell’infanzia: giocare, ridere, parlare, mangiare, obbiettare ecc… Dire addio a tutto ciò vuol dire dire addio alla vita.
Francesco Biuso 4月18日 Bambini immigrati scomparsiBambini immigrati scomparsi I piccoli fantasmi della legge Bossi-Fini Quello degli sbarchi clandestini è un fenomeno che da anni occupa un posto da protagonista nella nostra società. Uomini, donne e bambini arrivano, ammassati nei “barconi” nelle nostre coste, ma anche via terra dai confini del nord-est; in entrambi i casi, ad attenderli ci sono le porte dei centri d’accoglienza o dei CPT(Centri di Permanenza Temporanea, addetti a identificare i clandestini sprovvisti di un permesso di soggiorno). I CPT sono centri istituiti dalla legge Turco-Napolitano, successivamente modificata dalla legge Bossi-Fini, che prevede l’espulsione coatta dal territorio nazionale, per tutti coloro che non rispondono ai requisiti richiesti dalla stessa. La principale destinazione dopo l'espulsione è la Libia, paese dove non vengono tutelati i diritti umani, con la quale l'Italia ha stretto degli accordi. Questi ultimi tuttavia vanno in contrasto con la convenzione di Ginevra sui rifugiati, la quale prevede che gli stessi devono essere portati in paesi senza rischio di persecuzione. I CPT, nei quali le condizioni di vita sono disumane, sono come delle vere e proprie carceri per migranti colpevoli soltanto di sognare una vita nuova, lontana da miseria, guerre e soprusi. Non vi sono controlli medici accurati, le condizioni igieniche sono del tutto scandalose; sono frequenti ribellioni interne, scontri, ma anche scioperi della fame. In questo contesto la definizione di CPT non si allontana molto dall’idea di “lager”. A volte anche minorenni vengono portati in questi centri per qualche giorno (prima di essere trasferiti nei centri di prima accoglienza), nonostante la legislazione italiana, attraverso il Testo unico sull’immigrazione e le norme in materia di asilo, stabilisce che i minori non accompagnati non possano essere espulsi e non possano essere detenuti, né nelle strutture di detenzione per migranti irregolari in attesa di espulsione, né in quelle per i richiedenti asilo. E’ la prefettura a portare i minorenni migranti nei Centri di Prima Accoglienza (CPA) che li ospitano fino all'udienza di convalida; tuttavia, non caratterizzandosi come strutture di tipo carcerario, i controlli sono molto più flessibili, se non addirittura inesistenti. Nei CPA i minorenni extracomunitari possono trovare un pasto caldo e una sistemazione temporanea. Essi provengono soprattutto dai paesi del Nord-Africa e spesso arrivano in Italia non accompagnati da nessun genitore o tutore; una volta lasciati i CPA, di questi bambini si perdono le tracce e inevitabilmente trovano un proseguo misero e difficile. Entra in gioco l’ombra delle organizzazioni criminali che, approfittando della loro debolezza, li indirizza verso le strade dell’illegalità; prostituzione, spaccio di droga, lavoro nero ma anche commercio di organi. Questa è la sconcertante parentesi di cronaca che accomuna questi giovanissimi immigrati. Quello della prostituzione e del lavoro nero è infatti uno dei business che più arricchisce la malavita organizzata; gente senza scrupoli che approfitta della condizione estrema in cui vertono questi bambini per arricchirsi alle loro spalle. A parlare dei suddetti problemi, che investono i minorenni extracomunitari all’arrivo nel nostro paese è Don Beniamino Sacco, colui che si occupa della gestione del centro di accoglienza “Santo Spirito” in provincia di Ragusa, dal quale il 15 gennaio scorso sono scomparsi 200 bambini tra gli 8 e i 14 anni. In una nostra intervista afferma: “Il problema è grosso e in forte ascesa, dobbiamo stare attenti e dobbiamo stare vicino a questi giovani particolarmente vulnerabili e senza un punto di riferimento, perché è molto facile perdere le loro tracce e non saperne più nulla – Spiega il sacerdote – il sospetto che ci siano vere e proprie organizzazioni malavitose che fanno da ombra a questi bambini stranieri è più che fondato. Anche in passato ci è capitato di perdere le tracce di alcuni giovani del centro, che magari con la scusa di andare a vedere la città non fanno più ritorno, si allontanano quindi arbitrariamente, proprio come è capitato con questi 200 giovani migranti scomparsi, soprattutto Egiziani e Magrebini. Facciamo appello anche allo Stato per aiutarci in questa battaglia giornaliera – conclude don Sacco - il problema esiste anche in altri centri”. Queste scomparse “anomale” necessitano di massima attenzione e tempestività di intervento; non è assolutamente possibile che l’infanzia di questi bambini venga annullata e calpestata. È evidente che la legislazione attuale in materia si è dimostrata inadeguata. Occorre un intervento rapido e mirato delle istituzioni competenti per evitare che l’unica strada di questi bambini, che vogliono costruire la propria vita in Italia, sia quella dell’illegalità.
Francesco Biuso
1月23日 Le tue unghie sul mio pettoQuasi non ci credo, eccomi qui che scrivo sul mio blog...ma.
Beh in effetti ha tanto che non scrivo pensieri in questa pagina, adesso avendo 15 minuti da uccidere mi passo il tempo.
Periodo pieno zeppo di esami e di impegni, ma non solo. Questo è un periodo nel quale scopro parecchie cose, una delle quali è che ho sempre troppo sonno....no cmq ci sono anche altre cose un po piu serie: gli amici!
Eh si quelli che non se ne vanno mai, quelli che si prendono una birretta volentieri con te, quelli con i quali ti fai un viaggio, quelli con i quali studi all'università, quelli con i quali VORRESTI suonare, quelli con i quali ti fai flash sulle donne di 35 anni circa, quelli con i quali ti fai le fusioni, quelli con i quali ti ubbriachi(rare volte hehehe), quelli con i quali organizzi feste, quelli con i quali balli al "city hall" o al "mare magnum", quelli con i quali giocavi a premier manager, quelli con i quali hai fatto minkiate una dietro l'altra, quelli con i quali rimani a piedi col motorino (vero gas???).....quelli per cui tu faresti forse tutto!!!
Non dimentico ovviamente le tue unghie....non dimentico niente di te!!!!!
1月4日 Always On My MindMaybe I didn't treat you quite as good as I should
Maybe I didn't love you quite as often as I could Little things I should've said and done, I never took the time You were always on my mind You were always on my mind Maybe I didn't hold you all those lonely, lonely times And I guess I never told you, I'm so happy that you're mine If I made you feel second best, I'm so sorry, I was blind You were always on my mind You were always on my mind Tell me, tell me that your sweet love hasn't died Give me one more chance to keep you satisfied Satisfied Little things I should've said and done, I never took the time You were always on my mind You were always on my mind Tell me, tell me that your sweet love hasn't died Give me one more chance to keep you satisfied You were always on my mind You were always on my mind You were always on my mind You were always on my mind You were always on my mind You were always on my mind Maybe I didn't treat you quite as good as I should Maybe I didn't love you quite as often as I could Maybe I didn't hold you all those lonely, lonely times And I guess I never told you, I'm so happy that you're mine (Maybe I didn't love you...) 5月4日 Visione incompetenteComincio col dire che, a parer mio, distinguere un ciarlatano è molto più semplice che distinguere un poeta....
Il dubbio che anche nel mondo "poetico" (e non solo nelle fiere quindi) vi è la presenza di ciarlatani che si spacciano per poeti mi è sorto stamane mentre leggevo: "Riso di bella donna" di G. Chiabrera, bellissima poesia e grande poeta lui.
Capita ormai in maniera smisurata di sentir dire o gridare la parola "poeta"... lo si può notare soprattutto nei concerti, nei quali si elogia il cantautore e lo si chiama, appunto, poeta.
E' evidente che molti scrittori hanno un talento innato, hanno una certa precisione e perfezione nel trattare i loro vari temi, e questi sono quelli che vanno "venerati" e "ringraziati", ma altri....che dal proprio testo fanno uscire solo qualche frase o "verso" se pur profondi, secondo me non sono altro che "finti poeti"
PS: la ragione di queste mie righe nasce dal non avere un argomento ben preciso da trattare
C'è sempre l'eccezione che invalida la regola |
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